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Chanel dice addio alle pellicce

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Chanel dice addio alle pellicce

Chanel dice addio alle pellicce

Addio alle pellicce ed alle pelli di animali esotici, il mondo animalista esulta per la schelta di Chanel.

Tra gli abiti e gli accessori della nuova collezione di Chanel presentata al Metropolitan Museum of Art di New York e ispirata all’Antico Egitto il direttore creativo Karl Lagerfeld ha fatto sfilare borse e pantaloni in pelle di serpente e di coccodrillo completamente sintetici. Mentre nei grandi magazzini impazza la moda dell’animalier per l’autunno inverno 2018/2019, Chanel poco prima della passerella newyorkese ha annunciato che d’ora in poi farà a meno delle pellicce e della pelle di animali esotici. Il messaggio dunque è chiaro: sì al leopardato, pitonato, zebrato, purché siano  rigorosamente “fake”.  Peta per decenni ha denunciato il maltrattamento di animali, dall’Africa agli Stati Uniti. Un video diffuso dall’organizzazione nel 2015 aveva provato il maltrattamento di coccodrilli in alcuni allevamenti in Texas e in Zimbabwe. Lo choc provocato da quelle immagini aveva spinto l’attrice e cantante Jane Birkin a chiedere a Hermes di rimuovere il suo nome dalla famosissima borsa.  La battaglia di Peta ora si concentrerà sul resto delle case di moda che ancora permettono lo sfruttamento e la morte degli animali per accontentare i desideri di una nicchia di consumatori facoltosi. La prima di queste aziende del fashion è Louis Vuitton accusata di usare la pelle di coccodrilli violentemente uccisi in allevamenti in Vietnam per fabbricare le proprie borse. Chi non ha ancora abbracciato gli ideali degli animalisti è Fendi. Silvia Venturini una dei due direttori creativi della casa di moda fondata a Roma ad ottobre a dichiarato a Reuters che la pellicce vere sono uno dei tratti distintivi del marchio e che ognuno è libero di fare le proprie scelte.

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