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DAI LAVORI RECENTI AL TRAGUARDO DEL FESTIVAL DEI TULIPANI DI SETA NERA CON L’ULTIMO NINJA: GIANMARCO BELLUMORI.

DAI LAVORI RECENTI AL TRAGUARDO DEL FESTIVAL DEI TULIPANI DI SETA NERA CON L’ULTIMO NINJA: GIANMARCO BELLUMORI.

GIANMARCO BELLUMORI attore ospite ai Tulipani di Seta Nera – Stylist Muccino Amatulli in ICEBERG e EYEPETIZER Ph. Carlo Piersanti.

Ieri Gianmarco Bellumori, in qualità di attore ne L’ultimo Ninja di Mattia Riccio, cortometraggio giunto in finale ai “Tulipani di seta nera”, è stato ospite al XII Festival Internazionale Film Corto a tema, una manifestazione di rilievo che si svolge a Roma dal 3 al 5 maggio 2019.

Attore versatile, Gianmarco Bellumori possiede un ampio bagaglio di studi e lavoro a livello teatrale e vanta una formazione in scuole di recitazione sia in Italia che negli Stati Uniti d’America; molteplici sono le sue esperienze al cinema e in televisione. 
Tra il 2016 e il 2017 sono state numerosissime anche le soddisfazioni professionali nel settore cinematografico: dal cortometraggio “Goccia” ad “Eterno Ritorno” sino a “Il confine” (2016) , interpretazione grazie alla quale fu premiato al Borgia Film Festival come migliore Attore protagonista.
Qual è l’ultimo progetto cinematografico cui hai lavorato e che è apparso in Tv? 
Che personaggio interpretavi? Insieme a chi hai lavorato sul set?
L’ultimo progetto è Il Delitto Varani ancora in onda su Sky,  in cui interpreto un ragazzo realmente esistito, Marco Prato, omosessuale, Pr romano molto conosciuto anni fa nell’ambiente della movida Romana. Marco Prato nasce in una famiglia borghese alta, figlio di un famoso professore della Luiss e madre francese. Un ragazzo che vive una grande sofferenza interiore. Una personalità complicata e sofisticata. Durante un festino di droga e sesso invitano a casa, insieme al compagno Manuel Foffo,  Luca Varani,  il quale purtroppo perderà la vita, in seguito ad un gesto efferato da parte di Marco e Manuel Foffo.
Una storia drammatica, che mi ha scosso molto; ho avuto difficoltà ad accettare all’inizio in cui la produzione mi ha chiesto di interpretare questo ruolo.  Ho esitato anche per la grande responsabilità, che avevo nei confronti dei genitori di Prato. Una storia che non verrà dimenticata e che porterà per sempre insito un dolore.
Sappiamo che hai partecipato al set de Il precursore un docufilm sulla storia di Giovanni Battista. Qual’è stato il tuo ruolo?
Sul set del “Il Precursore” ho avuto la grande occasione  di interpretare il ruolo di Gesù Cristo. Non capita tutti i giorni. E’ stato sconvolgente e di grande rivelazione entrare in un personaggio generatore di amore incondizionato e di grande coraggio come era lui. Ho cercato di toccare la massima semplicità e purezza d’animo. E’ stato emozionante anche lavorare con il protagonista,  mio collega e amico Francesco Castiglione, con il quale abbiamo girato una delle scene focali del film: Il Battesimo di Gesù Cristo.  E’ stato girato a Luglio del 2018 nelle Marche e per quanto riguarda di preciso la nostra scena, si è svolta sul fiume Treia. Hanno partecipato ben 17 attori; per ricordare qualche nome Luca Capuano, Antonella Fattori, Edoardo Siravo e Valeria Zazzaretta.
La prima si è svolta in Vaticano, accanto a personaggi come il cardinale Gianfranco Ravasi e molti altri nomi illustri. Il prossimo appuntamento sarà nelle Marche, dove sarà proiettato nuovamente.
Come vivi la notizia di essere giunto a far parte di uno fra i più noti festival internazionali a tema dedicati al cinema sociale con l’Ultimo Ninja? 
Secondo te quanto è importante, al giorno oggi, allontanare ogni forma di aggressività?
E’ stata una grande emozione sapere di essere parte con L’Ultimo Ninja dei soli dodici cortometraggi selezionati al Festival dei Tulipani di Seta Nera. Non me lo aspettavo e ne sono stato molto onorato.
Il personaggio che interpreto è un ragazzo omosessuale, che subisce un’aggressione verbale, da parte di un padre di famiglia.
Mi è subito piaciuta l’idea quando il regista Mattia Riccio mi ha proposto di interpretarlo, perchè avrei avuto così la possibilità di denunciare le tante reazioni omofobe e di aggressività in generale, che avvengono giornalmente.
Anche grazie ad un cortometraggio si ha la possibilità di far riflettere e denunciare ciò che genera sofferenza per far in modo che la diversità diventi sempre di più un punto di forza e venga considerata come una ricchezza all’interno della nostra società.
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