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Ipazia V edizione, il no alla violenza dell’Accademia di Belle Arti di Lecce

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Ipazia V edizione, il no alla violenza dell’Accademia di Belle Arti di Lecce

Ipazia V edizione, il no alla violenza dell’Accademia di Belle Arti di Lecce

Un mes­sag­gio chia­ro e for­te emer­ge dall’evento dedi­ca­to a Ipa­zia orga­niz­za­to dai docen­ti del cor­so di Deco­ra­zio­ne dell’Accademia di Bel­le Arti di Lec­ce.

Anche quest’anno, Il 25 novem­bre  l’Italia si è stret­ta intor­no alle don­ne per dire “NO” alla vio­len­za. E’ sta­ta una gior­na­ta di denun­ce e cor­tei, ma anche un momen­to di rifles­sio­ne del Pae­se su un tema par­ti­co­lar­men­te sen­ti­to da tut­ti. Il fem­mi­ni­ci­dio è un feno­me­no oscu­ro e incom­pren­si­bi­le. Spes­so, l’impotenza, lo smar­ri­men­to, la sot­to­mis­sio­ne impe­di­sco­no alla don­na di tro­va­re il corag­gio di ribel­lar­si. Pro­ba­bil­men­te in un con­te­sto di con­ti­nue vio­len­ze è faci­le che suben­tri­no mec­ca­ni­smi di soprav­vi­ven­za e sot­to­mis­sio­ne. Biso­gna quin­di ave­re il corag­gio di par­la­re, di far­si aiu­ta­re e denun­cia­re. Que­sto è il mes­sag­gio che emer­ge chia­ro e for­te dall’evento dedi­ca­to a Ipa­zia orga­niz­za­to da Giu­sep­pe Lisi e da Lucy Ghion­na, docen­ti del cor­so di Deco­ra­zio­ne dell’Accademia di Bel­le Arti di Lec­ce.

Le noti­zie di cui dispo­nia­mo sul­la vita di Ipa­zia sono scar­se. I suoi scrit­ti sono anda­ti per­du­ti, ed è dif­fi­ci­le rico­struir­ne il pen­sie­ro; sono piut­to­sto le testi­mo­nian­ze dei con­tem­po­ra­nei a dare noti­zia del­la sua fama.

Sine­sio, lo stu­den­te venu­to da Cire­ne e futu­ro vesco­vo di Tole­mai­de la chia­ma «madre, sorel­la, mae­stra e bene­fat­tri­ce». Socra­te Sco­la­sti­co ne esal­ta la magni­fi­ca liber­tà di paro­la e di azio­ne che le veni­va dal­la sua cul­tu­ra. A un seco­lo di distan­za Dama­scio , espri­me lo stes­so giu­di­zio: «di natu­ra più nobi­le del padre, non si accon­ten­tò del sape­re che vie­ne attra­ver­so le scien­ze mate­ma­ti­che a cui era sta­ta intro­dot­ta da lui ma, non sen­za altez­za d’animo, si dedi­cò anche alle altre scien­ze filo­so­fi­che».

Pur­trop­po, nel mar­zo 415, un grup­po di mona­ci si appo­sta vici­no alla casa di Ipa­zia, in atte­sa del suo rien­tro.

«Tira­ta­la giù dal car­ro, la tra­sci­na­ro­no fino alla chie­sa che pren­de­va il nome da Cesa­rio; qui, strap­pa­ta­le la veste, la ucci­se­ro. Dopo che l’ebbero fat­ta a pez­zi mem­bro a mem­bro, tra­spor­ta­ti i bra­ni del suo cor­po nel cosid­det­to Cine­ro­ne, can­cel­la­ro­no ogni trac­cia bru­cian­do­li».

Socra­te Sco­la­sti­co, da cri­stia­no, non incol­pa il vesco­vo Ciril­lo. Lo fa Dama­scio, per il qua­le Ciril­lo

«si rose a tal pun­to nell’anima che tra­mò la sua ucci­sio­ne, in modo che avve­nis­se il più pre­sto pos­si­bi­le, un’uccisione che fu tra tut­te la più empia».

Non sono pochi gli scrit­to­ri che han­no reso omag­gio a Ipa­zia. Tra que­sti citia­mo Mar­cel Prou­st (All’ombra del­le fan­ciul­le in fio­re), Umber­to Eco (Bau­do­li­no), Hugo Pratt, il qua­le la inse­ri­sce in un album di Cor­to Mal­te­se, men­tre pren­do­no il suo nome asso­cia­zio­ni di fem­mi­ni­ste, filo­so­fe e scien­zia­te. Nel XXI sec. l’autonomia fem­mi­ni­le, come quel­la del­la ricer­ca scien­ti­fi­ca, resta con­tra­sta­ta dal­la mede­si­ma auto­ri­tà, e Ipa­zia non ces­sa di ispi­ra­re sag­gi, roman­zi e pole­mi­che come quel­le attor­no al film, del regi­sta spa­gno­lo Ale­jan­dro Ame­nà­bar, Ago­rà.

A que­sto even­to, giun­to alla quin­ta edi­zio­ne, han­no par­te­ci­pa­to con vivo entu­sia­smo ed inte­res­se nume­ro­si stu­den­ti, con ope­re che evi­den­zia­no una spic­ca­ta crea­ti­vi­tà e una plu­ra­li­tà di lin­guag­gi. Ope­re che han­no il corag­gio di denun­cia­re qual­sia­si tipo di sopru­so e di vio­len­za.

Tra que­sti gio­va­ni stu­den­ti che con i loro lavo­ri gri­da­no “NO ALLA VIOLENZA”, citia­mo: C. Fal­cio­ne, N. Nato­li,  L. P. Fari­na,  A. Dzha­fa­ro­va, G. Chi­ri­vì, A. Reni­si,  M. Piz­zo, D. De Flo­rio,  F. Gat­to, A. Cen­ton­ze, G. Tenuz­zo, M. Cuc­ci, L. Con­ver­sa­no, A. Rubi­no,  M. Stra­fel­la, G. Libe­ra­to, M. Rop­po, M. De Caro­lis, D. De Vitis, M. Cag­giu­la, M. Scor­ra­no, F. Sara­ci­no, F. De Cri­sto­fo­ro, M. Kie­bel, F. Mur­ro­ne,  A. Gra­zia­dio, F. L. Reho, D. A. Pale­stra, M. Nac­ci,  D. Pel­li­co,  I. Orlan­do, F. Invit­to, V. Cavo­ne, S. Mar­ti­no.

All’evento han­no con­tri­bui­to con un fat­ti­vo con­tri­bu­to il diret­to­re dell’Accademia, prof. Andrea Rol­lo, il noto scrit­to­re Adria­no Pet­ta, la poe­tes­sa e scrit­tri­ce Maria Gra­zia Angla­no, la scrit­tri­ce e orga­niz­za­tri­ce di even­ti cul­tu­ra­li Ambra Biscu­so, il can­tan­te Anto­nio Gar­zia, l’assessore Sil­via Migliet­ta, gli arti­sti Cri­stian Cuna, Gian­lu­ca Rus­so e Dario Gian­ca­ne, ex stu­den­ti del cor­so di Deco­ra­zio­ne e l’Officina del­la paro­la con una per­for­man­ce alquan­to signi­fi­ca­ti­va che ren­de omag­gio a Ipa­zia, una don­na che salu­tò il mon­do tra­gi­ca­men­te nel 415 d.C. Un even­to scan­di­to da una sug­ge­sti­va cor­ni­ce sce­no­gra­fi­ca, che con­fer­ma l’alta qua­li­tà del­la offer­ta for­ma­ti­va del cor­so di Deco­ra­zio­ne e il gran­de e pro­fi­cuo impe­gno degli stu­den­ti, i veri pro­ta­go­ni­sti.

 

 

Comu­ni­ca­to stam­pa prof. Anto­nio Basi­le

 

 

 

 

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